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..:: Layout di Impaginazione Tesi ::..
La
Punteggiatura
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Ogni parola deve essere separata
dalla successiva da un solo spazio. Usando la funzione Localizza
Rimpiazza presente in ogni word processor, una delle ultime
revisioni da fare consiste appunto nel cercare tutti i doppi spazi
inseriti per errore, sostituendoli con lo spazio semplice (è sempre
meglio tuttavia, come in molti altre situazioni in cui potrete usare
questa comodissima funzione, confermare la sostituzione caso per
caso, anziché affidarsi al Rimpiazza Tutto).
-
Nessuno spazio deve trovarsi:
a) Tra il segno di punteggiatura (,.;:?!) e la parola che lo
precede.
b) Tra l’apertura di una parentesi e la parola che segue; tra la
chiusura di una parentesi e la parola che precede (come dimostrato
varie volte in questo stesso testo).
c) Tra l’apertura di virgolette e la parola che segue; tra la
chiusura di virgolette e la parola che precede (es.: Secondo
l’Autore, il personaggio principale - un tipico ‘ragazzotto’ di
campagna - avrebbe a questo punto esclamato: " Non voglio andare in
città !").
-
Un solo spazio deve essere
inserito:
a) Dopo ogni segno di punteggiatura. Fanno eccezione la virgola dei
decimali e il punto delle migliaia, nei numeri (es.: 123.456,678);
le abbreviazioni del doppio nome (J.F. Kennedy, G.B. Bodoni).
b) Tra l’apertura di una parentesi e la parola precedente; tra la
chiusura di una parentesi e la parola successiva.
c) Tra l’apertura di virgolette e la parola che precede, tranne il
caso che preceda un apostrofo; tra la chiusura di virgolette e la
parola che segue.
d) Fra il trattino che introduce un inciso - ne abbiamo usati molti
- e il carattere precedente; fra il trattino che chiude un inciso e
il carattere seguente.
Ricordare che dopo l’apostrofo non deve trovarsi spazio bianco.
Diversamente, se usate una funzione di verifica automatica
dell’ortografia, il Word processor vi segnalerà come sconosciute
tutte queste forme.
Vi sono delle situazioni in cui il rapporto logico fra due parole
consecutive, la prima delle quali spesso abbreviata, è tale da non
consentire che siano separate dalla fine della riga. Un tempo ciò
costituiva l’ABC di un tipografo; oggi, è possibile che vi sia una
specifica funzione nel vostro programma di scrittura, ma insomma è
bene che conosciate i casi specifici. Dunque devono essere mantenuti
sulla stessa riga:
a) i titoli onorifici o accademici e il nome a cui si riferiscono
(dott. Giuseppe Bianchini);
b) i nomi di battesimo abbreviati e i relativi cognomi (es.: G.
Bianchini);
c) le cifre e i nomi che ad esse si riferiscono (es.: n. 24, 19 %,
20 gennaio 1345, 30 anni, 150.000 lire ecc.);
d) la lineetta che introduce un inciso ( - ) e la prima parola
dell’inciso stesso.
Le Note a Piè
di Pagina Le note servono
ad identificare la fonte dalla quale è tratta una informazione
oppure a fornire ulteriori considerazioni, citazioni e rinvii, che
altrimenti appesantirebbero il testo, rischiando di far perdere il
filo a chi legge. Esse contribuiscono inoltre a documentare la
serietà di una ricerca.
E' importante inserirle sin da subito nel testo, onde evitare di
dimenticare col tempo da dove si era tratta l'informazione. Per
quanto concerne la loro definitiva collocazione, si consiglia
vivamente il posizionamento a piè di pagina.
Le note di riferimento bibliografico sono oggetto della norma ISO
690 (Bibliographical references. Content, form and structure)
che prevede tre diverse modalità, alternative fra loro. Per la
stesura di note di riferimento bibliografico all'interno della tesi
di laurea, prendiamo in considerazione le prime due modalità:
note di riferimento
sistema autore-data
Esempi di note di riferimento sono:
R. Dornbusch; S. Fischer; Macroeconomia. Bologna, I1 mulino,
1988, p. 278.
M. Weber; Wirtschaft und Gesellschaft. Tubingen, Mohr, 1920,
trad. it. Economia e società. 2 voll., Milano, Comunità,
1968.
P. Hertner; ll capitale tedesco nell'industria elettrica italiana
nella prima guerra mondiale, in Energia e sviluppo.
L'industria elettrica italiana e la Società Edison, a cura di B.
Bezza, Torino, Einaudi, 1986, p. 259-200.
G. Sapelli; Organizzazione del lavoro all'Alfa Romeo. 1930-1951.
Contraddizioni e superamento del "modello svizzero", "Storia in
Lombardia", A. 6, n. 2 (1987), p. 103-120.
In caso di opere già citate una prima volta:
G. Sapelli; Organizzazione del lavoro all'Alfa Romeo, cit.,
p. 105.
Si deve usare invece: ivi, p. 106 (o: ibidem) solo nei
casi in cui ci si riferisca all'ultima opera citata e non esistano
possibilità di errore; qualora l'indicazione delle pagine sia la
medesima, è sufficiente ibidem.
Il sistema autore-data è un metodo di riferimento bibliografico che
consente di richiamare direttamente all'interno del testo le opere
citate in bibliografia, evitando così l'impiego delle note
bibliografiche. I rimandi alla bibliografia vengono fatti
specificando, di ogni opera, l'autore e l'anno di pubblicazione.
La bibliografia deve essere rigorosamente organizzata per autori. In
particolare, in mancanza di autori individuali effettivi, devono
essere considerati come autori gli eventuali curatori o gli
eventuali enti emittenti degli scritti. I riferimenti bibliografici
sono inseriti direttamente nel testo corrente, indicando fra
parentesi il cognome dell'autore e l'anno.
Es.: (Drucker, 1995).
Nel caso di più opere dello stesso anno, l'anno è seguito da una
lettera.
Es.: (Drucker, 1993a).
Se ci si vuole riferire a un certo tratto del testo è sufficiente
aggiungere l'indicazione di pagina.
Es.: (Drucker, 1995, p. 85-88).
In questo modo si evitano tutte le note di riferimento
bibliografico. Possono invece essere conservate le note di
contenuto.
Il sistema autore-data si adatta particolarmente all'impiego nei
testi che richiedono frequenti riferimenti bibliografici, e
specialmente se ci si riferisce ripetutamente alle stesse opere.
Inoltre, un'eventuale aggiunta o soppressione di riferimenti
bibliografici non comporta la rinumerazione delle note.
Le Virgolette
Si usano normalmente tre tipi di virgolette:
a) semplici alte ‘...’
b) doppie alte "... "
c) basse, dette anche ‘a sergente’ "..." (ALT+174 e
175 dal tastierino numerico, in MS-Dos).
Le virgolette del tipo a) vengono utilizzate in
genere per evidenziare, nel testo, singole parole; quelle di tipo b)
come secondo ordine di virgolette, ad esempio all’interno di una
citazione più ampia, introdotta da quelle ‘a sergente’; queste
ultime infine si usano per citazioni lunghe al massimo un paio di
righe (es.: ... lo storico Robert Davidsohn narra: "Quando il corteo
con i condannati giunse in piazza Santa Croce, dalla folla gridarono
"Vivano, vivano").
Con le virgolette "..." si contraddistinguono
inoltre, nelle citazioni in nota e nella bibliografia finale, i
titoli delle RIVISTE (es.: "Archivio Storico Italiano",
"Ricerche Storiche" ecc.).
Lo studente che si accinge a scrivere la tesi ha in
genere, all’inizio, una sorta di horror vacui,
dove il vuoto è, appunto, la pagina bianca, dotata di grande potere
ipnotico. Per non deconcentrarvi disperdendo l’attenzione anche
sugli aspetti formali del testo, potete limitarvi ad applicare (con
coerenza, però) nei vari casi la soluzione più semplice da tastiera,
scegliendo simboli di facile digitazione. In sede di revisione e di
uniformazione, col solito comando Localizza Rimpiazza usato con
cautela, potrete sostituire alle soluzione grafiche più rozze quelle
raffinate, da tipografia.
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